Ferma le immagini,
scegli propaggini da dare alla sorte
puliscile Prosegui la lettura ‘cose Da conservare’
Ferma le immagini,
scegli propaggini da dare alla sorte
puliscile Prosegui la lettura ‘cose Da conservare’
Raduno me in questi giorni/declivi
sulle nubi solcate da navi
coi capelli scomposti dal vento
tra banchine di Porto Perché.

C’è troppo da esprimere perché anche una minima cosa venga fuori.
Ti gira tutto intorno e tutto sembra essere lì per te
La realtà mi va stretta
Quando sogno
l’inesorabilità delle cose mi è più gradita
la necessità mi è necessaria. Prosegui la lettura ‘Il Cappotto’

Avrei voluto scrivere una storia diversa .
Avrei voluto girare le pagine con aria di sufficienza e le dita umide di progresso, negli occhi un senso sequenziale e il senno di poi. Prosegui la lettura ‘Mi scrivo’
Il mattino conosce la beatitudine degli ingenui.
Il parco annacquato di autunno; alberi violenti su un’erba supina.
Aria in potenza stretta tra le ossa, gli sbadigli dell’alba. Prosegui la lettura ‘Non so niente’

Davanti a questo caleidoscopio così ignorante da pensare di avere in mano la confusione che lo anima, in questi colori che ruotano attorno allo stare su un suolo, senza poter possedere l’aria se non sfiorandola, se non lasciandola decidere di te, in questa sensazione di inadeguatezza verso tutto ciò che insiste per esser certo.. Prosegui la lettura ‘Vacante’

La Sagrada Familia, detta anche L’Incompiuta. Ma, in fondo, chi non lo è
Escludersi dalle possibili risposte
scardinare senza saper rimontare
e poi volteggiare Prosegui la lettura ‘Avanti’
Panorami specchio di un io significativo, legittimo fra tutti gli altri validi ma assenti.
Uno ti segue e ti fa cenno quando ti fermi sulle tue pietre miliari. Spesso non ci si fa caso. Prosegui la lettura ‘Ancora tu’

Cuore al vento Prosegui la lettura ‘Contemplare’

Scambiarsi l’infinito
Mi piace.
Come mi prende senza dirmi dove mi porta Prosegui la lettura ‘Il mio istinto’

La foglia gesticolando col vento varcò quell’uscio lasciato aperto come un biglietto di invito.
La polvere preparava il pranzo, molto, troppo indaffarata. Non si voltò neanche a guardarla.
Vorrei incontrare l’Infinito.
E chiedergli com’è che procede. In base a cosa spezzetta i pensieri e li sparpaglia sulla terra e sui suoi pianeti fratelli. Prosegui la lettura ‘Lui è didattico’

Io, mia madre e un pozzo di Toledo.
Voglio Essere Una Cosa Che Si Trova, per poter essere ciò che in realtà sono, una perfetta creatura del Perdersi. Prosegui la lettura ‘Perdersi e trovarsi e viceversa’

Era una scheggia che aleggiava nell’aria al suono di un organetto macilento. Corde stentate, una cassa in legno poco ferma. Soffiava un sibilo che ricordava una melodia. Per chi si fosse voluto accontentare. E la scheggia cadeva e volteggiava libera. Ma ignorava. Prosegui la lettura ‘Intanto’
“Rilassati e stacca. E sii egoista. Sembra tanto facile amare se stessi e invece all’origine di tutti gli squilibri c’è questa enorme difficoltà di volersi realmente bene. Volersi bene è anche impedire che il lavoro, la generosità e l’abnegazione ti prendano la mano, facendoti dimenticare quella grande regola che nulla è giusto se non ti rende felice. Chiediti sempre, prima di iniziare qualcosa, se è un bene anche per te”.

Il mio mondo spaccato in due
come un limone in cui affondare i denti Prosegui la lettura ‘I propositi’
Cigolano un po’ questi sprazzi sereni.
Ostentano curiosità sfacciate Prosegui la lettura ‘Attraverso’

Grazie!
Grazie perché sono qui
Anzi siamo qui.
Non è mica scontato. Ogni tanto me lo dimentico. Che sono in vacanza. Che ho una valigia piccola piccola. Prosegui la lettura ‘Saluti’

Ci sono persone che hanno tutto in mano. Sono sicure e stabili. E poi ci sono persone che stanno stravaccate sul baratro.

Un vestito leggero e, su un suolo assolato, vado incontro a un giorno maturo che mi osserva col languore del pranzo.
Occhiali da sole addosso a fermare i capelli per lasciare che la luce indugi sugli occhi, come una mano su uno sguardo per regalare un panorama migliore o almeno più dolce. Prosegui la lettura ‘Verso di lui’

Oggi Cristo è morto
oggi è nostro
è di chi non è ancora rinato
è una conversazione privata.

Breslau, Dicembre 1917
“… E’ il mio terzo Natale in cella ma non facciamone una tragedia. Sono calma e serena, come sempre.
Ieri giacevo sveglia da un po’ – adesso non riesco ad addormentarmi prima dell’una anche se già dalle dieci devo essere a letto. Allora, nel buio, sogno diverse cose. Ieri pensavo anche: quanto è strano che io viva continuamente in una ebbrezza gioiosa- senza un motivo particolare. Prosegui la lettura ‘Il paradosso dell’utopia’
E’ terribilmente difficile scrivere di questo senza cadere nella tenaglia del buonismo, ma ci provo e ti giuro che lo faccio solo perché ho voglia di farlo. Prosegui la lettura ‘Un fiore.. concedimelo’
Qui davanti un sacco. Tiro fuori cose sempre della stessa serie:
Mattine: Vite. Giovani bocche protese. Che ti vorrebbero vincente, con la risposta pronta. Pseudo figli. Che chiedono. Che hanno fame. Di vita. Di risposte che tu non puoi dare. E a cui dai in regalo il dubbio. Grande conquista, il dubbio. Su di te, sugli altri. Sulla vita.

(Porto Pino, 26.11.2007)
La premessa di quanto sto per scrivere è che non credo più in dio. Almeno non nel senso tradizionale del termine. E almeno non più da qualche tempo a questa parte.

Troppe giornate spese come monete in un automatico per i caffè, una dietro l’altra.
In cambio di caffeina non zuccherata, troppe le lungaggini elucubrative senza sbocco. Troppi secondi passati ad osservar dalla mia nicchia chi, come e perché.

Camminavano
Mano piccola nella mano grande. Tra trillare di grilli e polvere di macchine.

Un foglio bianco da strappare
voglio coriandoli
da spargerMI intorno

Vorrei dirti
che il cielo piange sole senza di Te
Dovrei dirti

Bussa la notte alle tempie
e una piuma scivola giù per le scale

La strada era distrattamente sgombra e la piazza davanti all’Hotel Dieu era strana e pacata per essere sabato sera.
Ma era un sabato sera affetto da sintomi eccentrici, una serata sospesa con confusione in un codice liquido e prodiga di elettricità incombente da nuvole grasse di acqua.
Domani sorgerà un sole d’argento
perchè l’oro
avrà finalmente abdicato
al tramonto,

L’orizzonte.
E’ prassi che sia una linea dritta e divisoria tra cielo e terra. Tra quello che si tocca e quello che si sottrae. Si sottrae.. a cosa poi?
Ai vettovagliamenti del buonsenso comune che pretende di pilotare l’umanità verso chissà quale traguardo. Siamo tutti in corsa, siamo in gara, al di qua dell’orizzonte.
E lo ricorderò così
quel volo sulle luci
acquose di una Milano stanca
In bilico su maree addestrate rivoltava il blu liquido di pensieri macerati tramutandoli in perle sfilate sapientemente giorno dopo giorno. Ogni volta si stupiva di ciò che aveva prodotto. Era incerto se continuare o sparire nel nulla di un buio accecante. Prosegui la lettura ‘Mai più perle’
Altro che vuoto oggi. Mi sto spaccando la testa per capire come posso aiutarti. Noi ci conosciamo per motivi di lavoro, perchè io sono una tua insegnante, anche se per poche ore alle settimana. Ma non è una questione di tempo. Prosegui la lettura ‘Ad una piccola donna’

Mi sono ritrovata spesso in questi giorni a parlare con persone che hanno perso il controllo delle proprie emozioni, queste sono diventate un problema e per questo motivo soffrono. Sembra una costante ultimamente. Prosegui la lettura ‘Anestesia’
Oggi è l’anniversario della mia laurea: sei anni fa portavo a termine una specie di supplizio: 7 marzo 2001, cadeva di mercoledì proprio come oggi. Più o meno a quest’ora. Forse è proprio per questo che me ne ricordo, contrariamente a quanto faccio di solito, dal momento che non mi piacciono troppo le ricorrenze. Oggi però mi viene in mente e ripercorro tutta quella giornata ovviamente atipica. Atipica anche rispetto a come di solito si vive una circostanza del genere.
Io non so perché mi salvò la vita forse in quegli ultimi momenti amava la vita più di quanto non l’avesse mai amata non solo la sua vita la vita di chiunque la mia vita. Prosegui la lettura ‘Silenziosamente’
L’anima c’è. L’ho vista. L’ho incontrata, la mia. Dopo tanto cercare, è venuta fuori, mi ha parlato e ora ne sono certa. Bastava poco: allontanarsi, fare un secondo di silenzio. E bisognava ascoltarsi. Perchè è importante chiudere tutto fuori per far luce dentro. Quella luce abbagliante, che non permette di distinguere contorni netti. Ma quelli in queste cose non servono. Sono superflui. Prosegui la lettura ‘Ci sono’

Si chiamava Gaia, ed aveva quattro anni. E’ entrata nella mia vita all’improvviso, e all’improvviso, dopo due ore se n’è andata.
Natale
Natale è sempre un periodo di bilanci, un’ occasione per rivolgere un pensiero a ciò a cui si tiene, alle persone che sono importanti, a quello che pensiamo avremmo dovuto fare, e invece non abbiamo fatto, e a quello che non dovevamo dire, e che invece abbiamo detto.

Se dovessi paragonare a qualcosa la mia vita, sarebbe certamente un viaggio in treno, uno di quei viaggi lunghi, con tante tappe, scaturiti da un qualche motivo anche futile, ma arricchiti dal senso ben più profondo che ogni viaggio acquista dentro di noi, se fatto consapevolmente.

Mi sono persa
perchè mi sto trovando
e mi spaventa
che sia un abisso senza fine
E’ buio

Tregua dalla mia indagine esistenziale, Oggi mi ha preso “per la collottola” e mi ha tirato via dalle mie elucubrazioni mentali, o forse mi ci ha fatto affondare ancora di più.. a domani l’ardua sentenza… intanto è il mio migliore amico , nonchè cugino, e ha scritto delle bellissime parole su di me. E intanto è grazie a lui se faccio parte dell’universo del blog… e se ho iniziato questo importante percorso alla riscoperta di sentieri sommersi e di stupidaggini immense….

Fa’ violenza, sì, fa’ violenza a te stessa, anima mia! Non avrai più occasione di riscattarti: è breve la vita per ciascuno. E questa tu l’hai quasi interamente consumata senza portarti rispetto, anzi hai riposto nelle anime di altri la tua felicità … quelli che non seguono i moti della propria anima, è inevitaile che siano infelici.
Marco Aurelio, da “I Ricordi” Prosegui la lettura ‘Ground Zero’
Questo racconto non l’ho scritto io. Mi è stato dedicato da una persona che per me è stata molto importante, nel bene e nel male. Lo riporto così com’è stato scritto:

Ebbene sì… Dopo tanti indugi eccoti nascere per puro caso, in una serata fatta di pensieri distratti, dalle mie ore annoiate, tu, su cui avevo riposto mille aspettative e fatto mille progetti. Vorrei riuscissi ad essere spontaneo, specchio infedele dei miei stati interiori, suggestione e riassunto di moti ondosi e di rive placide. Non ci sarà un filo rosso se non la mia confusione e la mia ricerca. Se ogni forma di comunicazione è essenzialmente un ritratto di sè, tu non avrai vita facile, mio caro blog, nasci svantaggiata, mia piccola creatura… Non prometto nulla, non lo faccio più, e lascio che tu ti configuri così, come è giusto che sia, nel solo modo in cui tu possa farlo: a modo mio… Benvenuto nel mondo!